| Tenuta
di SPESSA - La storia e la tradizione
Le prime notizie storiche
della famiglia Rubini risalgono
al
1300 a Venezia.
Vivevano a Canareggio, nel quartiere
di S.Marcillian. Robino Rubini era
nonno di Camillo, Guardian Grande
dell'Arciconfraternita di San Rocco,
nel 1614.
Mercè la parentela colla
Ottobuoni, Giovanni Battista Rubini
potè diventare Cardinale
al tempo del Pontefice Alessandro
VIII. Furono nominati
patrizi Veneti il 14 Agosto
1646 con 876 voti del Maggior Consiglio
della Serenissima.
Questo infatti, a causa delle ingenti
spese sostenute per la guerra di
Candia e contro i Turchi, permise
l'ingresso di 100 nuove famiglie
nel Gran Consiglio che per questo
versarono molto denaro alle casse
ormai vuote dell'Erario.
(notizie
tratte da : il Libro d'Argento dei
cittadini di Venezia e del Veneto
di Giovanni Dolcetti, Arnaldo Forni
editore e dal Libro della nobiltà
veneta di D.Casimiro Francescot).
Osvaldo Rubini nel 1700 si
trasferisce da Venezia a Teglio
Veneto e continua l'attività
della famiglia nel campo della seta.
Il figlio Pietro nato nel 1744 giunse
a Udine. Aprì filande in
Friuli con succursali anche a Vienna
divenendo così fornitore
di tessuti preziosi della Casa Imperiale
d'Austria.
Nel 1814
il Conte Domenico Rubini acquistò
la proprietà di Praduccello,
presso Cividale del Friuli
tuttora sede dell'Azienda Rubini.
Il nipote Domenico, laureato in
Scienze Agrarie alla Reale Scuola
Superiore di Agraria di Portici,
per numerosi meriti acquisiti divenne
Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grande Ufficiale della Corona d'Italia
al tempo del Re Vittorio Emanuele
III.
Figura di notevole importanza per
l'azienda fu l'Ing. Pietro
Rubini, che dopo aver vissuto
per gran parte della sua vita all'estero,
tra l'Africa e l'America, ritornò negli anni '50 a Spessa dove diventò
Presidente
Fondatore del Consorzio Tutela Vini
DOC Colli Orientali del Friuli.
Propietà
di PRADUCELLO -
Nota storica
Le prime notizie storiche
della propietà risalgono
al 1500
quando era feudo di Francesco de
Boiani (fatto Cavaliere dall'Imperatore
Federico IV e morto nel 1518).
Successivamente la propietà
appartenne dal 1525 a Gianfrancesco
Vio de Rubeis di Burano.
Nel
1860 la Villa, il parco e la Cappella
furono ristrutturati per
il matrimonio Rubini-Tosoni ad opera
del
famoso architetto Andrea Scala
del quale si conserva la relazione
dei lavori eseguiti. |